Dove ti porta il Kitsch

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Dopo 10 anni di assenza, la Bosnia-Erzegovina è tornata con un suo padiglione alla Biennale di Venezia. A rappresentarla è il giovane artista Mladen Miljanovic, diplomatosi all’Accademia di Belle Arti di Banja Luka. L’installazione, che occupa quattro sale di Palazzo Malipiero, si basa su un’elaborazione del concetto di kitsch a partire da un insolito punto di vista, quello delle incisioni sulle lapidi funerarie.

In questo video l’artista Mladen Miljanovic descrive l’esposizione e il senso della sua performance realizzata in occasione dell’apertura del padiglione il 30 maggio scorso:
Immagine anteprima YouTube
Noi abbiamo chiesto a Mladen la sua opinione sul rapporto fra humor kitsch in Bosnia e il ruolo dell’artista:
“Nell’immagine che la Bosnia da di sé lo humor gioca un ruolo molto forte. E il kitsch partecipa in questo, perché è presente nella musica, nella pittura, nella letteratura, ma soprattutto nel modo di pensare. Di solito il kitsch lo si conosce, però, in un certo senso, lo si evita. Invece bisogna confrontarsi con esso, spit in the face of kitsch, ma usando la sua stessa strategia. Come nell’aikido si rivolta l’energia negativa nel nemico contro di esso, allo stesso modo possiamo usare l’energia negativa del kitsch in un processo inverso. Questa installazione è un tentativo di fare proprio questo: uso l’estetica del kitsch per mostrare l’ironia e il paradosso presenti nella società bosniaca. Per fare ciò il kitsch va preso sul serio, dobbiamo analizzarlo come analizziamo i più alti traguardi raggiunti dalla cultura. Il termine “cultura” proviene dal termine “agricoltura” che significa prendersi cura di qualcosa. Per fare il pane bisogna estirpare dal terreno tutte le piante che impediscono al grano di crescere. Così noi dobbiamo impegnarci a ripulire il terreno dove si sviluppa la cultura dal kitsch, e prenderci cura di ciò che nasce. Quindi la cultura non è l’atto in sé, ma il processo attraverso il quale ci assumiamo la responsabilità di permetterle di crescere e di liberarsi degli aspetti parassitari che la soffocano. Il ruolo dell’artista è coinvolgere la società in questo processo, prendere insieme coscienza che questo ci riguarda tutti”.
La Bosnia è presente alla Biennale di Venezia anche in eventi collaterali come il padiglione Ars Aevi, nei pressi dell’Arsenale, dove, fino a settembre, sono esposte nuove opere della collezione internazionale di Sarajevo curata da Enver Hadziomerspahic.
Nei giorni dell’inaugurazione del padiglione bosniaco, alla quale erano presenti il Ministro degli affari civili della Bonsia-Erzegovina, il Ministro della Cultura della Republika Srpska e l’Ambasciatore della Bosnia-Erzegovina in Italia si è tenuta anche, presso Palazzo Zorzi, sede dell’Ufficio dell’UNESCO di Venezia, la presentazione del libro sulla prima edizione della Biennale di arte contemporanea che dal 2011 si tiene nell’ex rifugio antiatomico di Konjic, vicino a Sarajevo.

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